(PROLOGO)
Dice il Direttore sbuffandoti in faccia una nuvola di fumo del suo sigaro puzzolente. Tu che non fumi vorresti protestare ma, visto che la corpulenta persona con occhi da rospo infossati in mille rughe e borse che ti sta scandagliando seduta al di là della scrivania potrebbe diventare il tuo Capo nel giro di pochi minuti, desisti e, attraverso la nuvola, gli fai pervenire un netto e deciso:
- Sì -
- Esperienze precedenti? -
- Ho collaborato al giornalino scolastico. -
Ti squadra dalla testa ai piedi come se fossi un alieno capitatogli lì all'improvviso a chiedergli in prestito la tessera telefonica per "telefonare casa". Sta per aprire bocca ma un accesso di tosse catarrosa gli rende l'espressione alquanto difficile. Comunque, tra i vari colpi di tosse e schiarimenti di gola, riesci a percepire un:
- Capisco...-
Da metà di una pila di incartamenti ne estrae uno e, miracolosamente, detta pila rimane in equilibrio. Apre davanti a sé il fascicolo e, scorrendo rapidamente con gli occhi i fogli scritti che contiene, comincia a dire, quasi stesse pensando a voce alta:
- Effettivamente... - pausa - Effettivamente abbiamo bisogno di giovani in gamba, che sappiano scrivere, amino il proprio mestiere, abbiano una faccia di bronzo, fiuto per la notizia e voglia di lavorare. E, dalle informazioni assunte, sembra proprio Lei abbia tutte queste caratteristiche. -
Torna a guardarti in faccia e continua:
- Però a me le informazioni non bastano! Voglio metterLa alla prova. Mi faccia un servizio sulla casa maledetta a... Non mi viene in mente il nome del paese. Comunque è scritto tutto qua. -
Batte il dorso della mano sull'incartamento.
- Questa casa si trova in una valle a pochi chilometri da questo paese. Si è fatta una fama sinistra per via di uno scienziato che vi ha abitato e non si sa se vi abiti ancora; ma è impossibile tanto è il tempo che è passato!... Un pazzoide o matto del tutto che voci di paese mormoravano facesse esperimenti poco ortodossi, per dirla con un eufemismo... Cadaveri, mostri o roba del genere, capisce! Che ci facesse esattamente nessuno lo sa. E le dicerie sono innumerevoli quanto probabilmente inaffidabili. Si dice perfino sia stato sposato e abbia avuto una figlia. E qualche vecchio in paese è pronto a giurare di averla vista bambina gironzolare e giocare nei pressi della casa. Chiacchiere! Lei comunque per il Suo articolo le raccolga e poi esplori l'abitazione che, sempre si dice, da molto tempo sia ormai vuota. Non avrà mica paura, vero? -
- Si figuri! - dici, con un sorriso e un tono che vorrebbero trasmettere sicurezza.
- Han detto tutti così all'inizio. Poi hanno rinunciato all'incarico. - Sbotta il Capo.
-Scopra insomma cosa c'è di vero in tutta questa faccenda; dove sia lo spartiacque - ammesso ci sia - tra realtà e diceria. Si legga prima questo fascicolo e si ricordi che ciò che mi porterà lo valuterò per la Sua eventuale assunzione presso questa testata. -
Pausa per portarsi alle labbra cadenti il sigaro per una boccata salubre; poi sbuffando nuovamente nella tua direzione conclude il colloquio dicendoti:
- Buona fortuna. E adesso vada a...quel paese! - poi, tenendo il sigaro tra l'indice e il medio, si gira per darsi una educata grattatina alla montagna resa desertica dalla calvizie che è la sua testa e, parlando tra sé e sé, a mezza voce prosegue: - Ma come diavolo si chiama quella località? -
Benché, sei sicuro, neanche ti senta più, ti congedi rispettosamente salutandolo ed esci dall'ufficio.
Così, con la prospettiva di un lavoro che ti piacerebbe molto ottenere, ti ritrovi mandato a quel paese, a visitare una casa dalla pessima notorietà. "Le dicerie sono innumerevoli quanto inaffidabili", ti ha detto il Capo. E pur tuttavia, sarà autosuggestione, ma un dubbio vuole insinuarsi insidioso nella tua mente. Ritornerai vivo dalla visita...alla casa?